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Asako "Strange" Mitsugaya
view post Posted on 11/10/2008, 15:29Quote
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Posts: 10654


Status: Utente anonimo


~ Asako "Strange!" Mitsugaya.

Dati Generali

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Nome Utente:
Nome Pg: Asako
Cognome Pg: Mitsugaya
Soprannome: Strange but Beatiful!
Età: 25
Data Di Nascita: 3 Luglio
Descrizione Fisica: Breccia nel cuore di molti ragazzi, Asako era diventata popolare nel popolo maschile per la sua immensa bellezza matura. Alta 1,65 cm; peso nella norma. Fisico perfetto, equilibrata nelle forme, composizione armonica. La sua cicatrice non ha mai condizionato le sue relazioni; anzi, con essa dimostra un certo "mistero" e incute un piccolo spavento iniziale.
Segni Particolari: Cicatrice; parte da sopra l'occhio sinistro, a sinistra, e passa in diagonale passando anche dalla palpebra.
Carattere: Chi lo sa che un giorno non diventi una assassina senza scrupoli? Imprevedibile... forse il più adatto aggettivo per il suo carattere. Chiusa in sé stessa, immersa nei suoi pensieri che sarebbero incomprendibili per la gente "normale". Si, perchè Asako non si poteva considerare normale; aveva giocato con la sua vita varie volte. Cos'era la vita, in fondo? Un gioco... almeno per lei. Lei, lei che la vita la considerava un crudele intreccio di uomini che si ritenevano sopra un Dio e che avevano il diritto di uccidere. Un mondo corrotto, un mondo pieno di gente pronta ad uccidere chicchessia per un paio di yen, soldi, dollari, euro. Ma lei che ci poteva fare? Era una donna in balia di quel mondo, ma cercare di fare qualcosa era a dir poco inutile. Pensieri, pensieri chiusi nella sua mente perfetta aggrovigliata. L'intelligenza certo non le mancava, e allora cos'era che mancava alla sua anima per sorridere almeno un pò? Strange, Strange Asako!
Background:

_____Tokyo, Ore: 16.32; 3 Luglio_____


Strange, Strange Asako!

Ormai quella frase era diventata un inno nazionale. Nel povero quartiere del suo istituto per orfani, quelle parole venivano pronunciate quotidinamente. Sia per gioco che per cattiveria. I piccoli bulletti di sette anni le ridevano dietro, con quelle parole in bocca. Era il giorno del suo compleanno, ma lei non era felice. Soffriva. I compleanni le ricordavano la madre. Ma come poteva rispondere a quelle offese, ormai pane di tutti i giorni, una piccola ragazza di soli 5 anni? Lei rideva. E di gusto anche. Ma dentro di lei si celava una strana rabbia. Asako, Asako Mitsugaya. Era quello il suo nome: lei, figlia di padre incurante e di un'ottima madre. Il secondo giorno di vita, abbandonata alla madre; il padre, amante di vita selvaggia e disprezzante della vita in famiglia, era partito con un'ennesima donna. Era nata da un equivoco, da un errore; era essa stessa un errore. Ma la madre, amante della vita e dell'amore vero, aveva visto nel padre della bambina un buon compagno e un buon padre; così credendo, aveva rinuciato al terribile aborto. Il padre, invece, le aveva chiesto con una certa rabbia di abortire. Nell'ospedale, un giorno prima della nascita di Asako, ci fu un accessa discussione fra i due genitori.

_____Ospedale di Tokyo, Ore: 19.29; 2 Luglio_____


E dopo, eh? Come pensi di crescerla? Con la forza del pensiero?

La madre non rispose. Aveva le lacrime agli occhi. Trovò la forza di pronunciare pochi, ma significanti parole:

E' un essere umano! Solo Dio ha il diritto di togliere la vita!

L'uomo, con la sua solita espressione in viso mista a noia/idiozia uscì dalla camera facendo sbattere la porta, lasciando la povera donna in lacrime. La donna era condizionata dalla vecchiaia e dalle delusioni della vita; per questo aveva il viso mal curato, come tutto il corpo.

_____Tokyo, Ore: 15.03; 3 Luglio_____


Asako, tua padre Shino è stato cattivo con me e con te. Ora la mamma farà qualcosa che tu non dovrai imitare; io lo faccio solo perchè sto male. Allora, dopo che io avrò fatto questo gesto segui queste istruzioni alla lettera capito?

C-certo... dimmi...

Alza il telefono e chiama questo numero. Non andare a guardare sotto il balcone, ok? Dì a chi ti risponderà di venire a casa tua, dì che sei Asako Mitsugaya. Capiranno subito, perchè già lo sapevano che prima o poi lo avrei fatto.

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La donna, con le lacrime agli occhi e uno strano sorriso in viso, aprì la porta-finestra del balcone. Salì sul marmo freddo, e disse le sue ultime parole:

La mamma ti vorrà bene anche da dove andrà! Non imitarmi, sono solo una stupida! Nessun uomo è degno di togliere la vita ad un altro, né a sé stesso, ma io sto troppo male e non merito una vita!

Dette quelle parole, si girò verso il vuoto e, salutando con la mano destra, portò il peso davanti a sé, per cadere. La sua immagine svanì nel poco tempo che il corpo ci mise per sbilanciarsi. L'istinto portò la donna a cercare di resistere, ma la sua determinazione era più forte dell'istinto. Fece un piccolo salto per saltare i balconi degli altri appartamenti, cosicchè si sarebbe schiantata al suolo. Non aveva speranze di vita.

Mamma! No... Non mi lasciare anche tu!

Asako non riuscì a resistere alla tentazione di guardare quello che stava succedendo sotto il balcone. La madre si era buttata dal loro appartamento, in un condominio di Tokyo che aveva 5 piani. Era proprio il 5° piano quello dell'appartamento della donna, quindi non si era ancora schiantata con il suolo; stava volando per aria. Qualche lacrima era scesa dalle guancie di Asako, e quelle sarebbero andate contro la donna dopo lo schianto. La bambina, ancora piccola, prese una sedia per salire anche lei sul marmo del balcone.

Mamma... se tu vai in paradiso, ci vengo anch'io! Ti prego aspettami!

Con una certa fatica sempre per l'istinto, Asako si buttò anche lei. Ma la madre aveva fatto un salto prima di buttarsi, per saltare gli altri balconi. La piccola Asako non ci aveva fatto conto, la frenesia di quei momenti era ireffrenabile. Il corpicino tagliava l'aria, il forte vento le veniva in viso. In lei c'era un istinto che le diceva di aggrapparsi a qualcosa, ma il desidero di restare con la madre per l'eternità era troppo forte. La bambina si schiantò sul balcone di un appartamento del 3° piano.

_____Ospedale di Tokyo, Ore: 21.13; 15 Luglio_____


Si, l'urto è stato forte, è addirittura andata in coma; ma si è ripresa in fretta. Vivrà. Ma con chi?

Dottore, non si preoccupi: verrà nell'istituto per orfani. D'altronde, è come se non ce l'avesse mai avuto un padre.

Queste voci venivano dalla sala in cui Asako era stata ricoverata, per vari giorni, d'urgenza. Come aveva detto il medico era stata in coma; ma come per volontà divina, Asako non era morta. Aveva preso solo varie rotture d'ossa che si sarebbero riprese in vari anni. E qui torniamo all'inizio della storia. Da quando uscì all'ospedale fino all'età di 18 anni, la bella Asako rimase in un centro per orfani. Riprovò un'altra volta il suicidio; non ci riuscì. Cadde in depressione, ma poi si ricordò delle parole della madre: "Nessun uomo è degno di togliere la vita ad un altro, né a sé stesso." Così cercò di cambiare atteggiamento. A 18 anni, andò nel Regno Unito, specialmente a Londra. Si stanziò a Londra, comprò un appartamento in cui lei stava bene. Continuò le scuole, e rapidamente si laureò in Tecnologia e Scienze Informatiche. Qui finisce la storia di questa povera ragazza.

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